Come lavoro

Il mio metodo di lavoro ha come basi la Teoria dell’attaccamento di John Bowlby, i Sistemi Motivazionali di Giovanni Liotti, la Teoria Polivagale di Porges e le linee guida della Psicotraumatologia. Alla base di questi approcci vi è l’idea che, nella maggior parte dei casi, il disagio psicologico presente sia la conseguenza di trascuratezze e mancanze vissute nel rapporto con i genitori durante l’infanzia e l’adolescenza, quando non di veri e propri maltrattamenti, quali mancanza di cure, percosse, umiliazioni e violenze sessuali.

Per poter aiutare il paziente a ridurre la sua sofferenza, cerco di ricostruire insieme a lui, la sua storia di vita, aiutandolo ad esprimere i sentimenti connessi a tale narrazione. Per fare questo è fondamentale l’elaborazione dei traumi relazionali relativi alle esperienze di attaccamento. Lo strumento principale è la relazione, autentica, empatica, non giudicante, collaborativa, in grado di offrire alla persona un’esperienza emozionale correttiva, capace di valorizzare la sua unicità e autenticità.

Ognuno di noi, infatti, possiede capacità di autoguarigione innate e la terapia è un mezzo con cui queste capacità possono ricominciare a funzionare in modo naturale e armonico, riconnettendo la persona a quelle parti di sé da cui prima si era distaccata, con l’obiettivo di promuovere una maggior consapevolezza delle modalità con cui si relaziona con sé e con le altre persone.